
Chi si trasferisce a Bologna se ne accorge dopo un paio di settimane: i capelli sono più opachi, si annodano di più e il colore scarica prima. Non è un'impressione. L'acqua dell'acquedotto bolognese ha una durezza media intorno ai 30–35 gradi francesi, cioè è un'acqua dura. Milano e Torino stanno sugli stessi valori, Napoli e Genova molto più in basso.
Cosa succede alla fibra
Calcio e magnesio non evaporano con l'acqua: restano sul capello come un velo sottilissimo. Lavaggio dopo lavaggio quel velo si accumula, solleva le scaglie della cuticola e rende la superficie ruvida. La luce non viene più riflessa in modo uniforme, quindi il capello sembra spento. In più i sali reagiscono con alcuni tensioattivi e lasciano un residuo che appesantisce le radici.
Tre abitudini che fanno la differenza
- Ultimo risciacquo con acqua tiepida, non calda: la cuticola resta più chiusa e trattiene meno sali.
- Una volta a settimana usa un balsamo o una maschera acida (pH sotto 4). L'acidità aiuta a sciogliere i depositi e a richiudere le scaglie.
- Se hai un filtro anticalcare per la doccia, cambialo davvero ogni tre mesi. Un filtro saturo non serve a nulla.
Cosa usiamo noi
Al banco consigliamo uno shampoo delicato con poca schiuma, come il nostro Malva e Aloe, perché i tensioattivi più aggressivi reagiscono peggio con l'acqua dura. Poi una maschera a pH acido una volta a settimana, e due gocce di olio secco sulle punte umide per restituire lucentezza. Non serve altro: i prodotti "detox" e "chelanti" vanno bene una volta al mese, non di più, perché seccano.
Se vivi in una città con acqua dura, l'ultimo risciacquo conta più dello shampoo.
Se vuoi sapere la durezza esatta della tua zona, l'ente gestore pubblica i valori aggiornati per comune. Portaci il dato in negozio o scrivicelo: ti diciamo noi se vale la pena intervenire o se basta cambiare abitudini.
Hai dubbi sul tuo caso? Scrivici i tuoi capelli: rispondiamo entro 24 ore lavorative, senza obbligo di acquisto.


